Sant'Andrea

Altitudine (mt): 80
Abitanti: 137
Ricorrenza religiosa: Madonna del Sabato

Nessuna notizia scritta abbiamo per la sua fondazione. Solo un'attenta osservazione di brani del tessuto urbano e viario del borgo, ci fanno pensare ad una struttura di ispirazione araba e comunque alto medievale. Ma alcuni reperti, venuti alla luce nel 2008, durante i lavori del gasdotto, risalenti alla Età del Bronzo fanno supporre ad un insediamento umano preistorico. Il nome del borgo di Sant'Andrea appare intorno al XIII secolo in alcuni documenti, scritti in lingua greca, conservati alla Biblioteca Nazionale di Parigi, appartenuti al Monastero di suore basiliane di S.Maria de Messana e nei quali viene citato come il villaggio dell'Apostolo Andrea. Successivamente, in età moderna fu indicato con il nome di Rantuccio (1740) per poi passare al nome attuale, che è quello originario, di S.Andrea. Il villaggio, sino al 1604, non dipendeva da Rometta ma era un feudo; Nel 1548 risulta signore feudale la famiglia Cottone, Conti di Bauso. Infatti, il 15 novembre 1604, Sant'Andrea e Rapano furono ceduti dagli stessi Cottone alla città di Rometta. La sua derivazione (di Sant'Andrea) di età bizantina ci è assicurata dalla cantica "Evviva Maria". A differenze delle grandi chiese bizantine di Sicilia, le cui pareti venivano coperte da mosaici atti a raccontare al popolo le sacre scritture, qui nella povera cappella della Madonna del Sabato non sono le pareti della Chiesa a raccontare le sacre storie, ma la viva voce del popolo, che riunendosi sul sagrato per sette venerdì precedenti la festa nel nome di Maria, raccontano brani delle sacre scritture mediante un cantò che inframmezza la vita di Maria a storie del paese. (tratto da Saverio Ponz de Leon in "La tradizione dell'Evviva Maria a Sant'Andrea" - Trento 2007)