L’abitato di Rometta sui Peloritani, occupa il pianoro sommitale di un possente torrione di arenarie conchiglifere, alle spalle della città di Messina e tutt’intorno le balze tortuose, è un susseguirsi di ingrottati scavati qua e là dall’uomo che ci suggeriscono un quartiere trogloditico suburbano, che si annovera al pari di quelli ragusani.
Le pareti precipiti che circondano il paese sul lato ovest, sotto il ciglione lungo cui correvano le mura civiche sono, infatti, caratterizzate da grandi escavazioni disposte su uno stesso filare nella contrada “Sotto S. Giovanni”; e qui che si trova uno degli esempi più antichi in Sicilia di edilizia rupestre con destinazione culturale: una Moschea Musulmana nella Roccia.
Presso la porta settentrionale, inoltre, trovano spazio un altro gruppo di cavità logore e abbandonate mentre, lungo l’antica rampa d’accesso del paese, oggi modificata, c’è una Cripta Paleocristiana, che si trova lungo la parete verticale settentrionale del monte, e precisamente lungo il "Sentiero Porta Messina - Grotte Saracene", sul quale la Pro Loco organizza delle escursioni.
A Nord-Ovest, infine, nell’area occupata dall’orto dell’ex convento dei Cappuccini, c’è un Santuario Ipogeico, per il momento non fruibile.

Le cavità rupestri di contrada Sotto San Giovanni, si trovano a quota m. 440 s.l.m. circa, mentre il paese si sviluppa tra le quote m. 520 e m. 563 s.l.m. Si tratta di strutture miste, cioè quì, una struttura rupestre convive perfettamente con corpi costruiti e distribuiti nel tempo e che prolungano la cavità verso l’esterno.
Questi spazi si affacciano su un percorso che una volta era collegato con le soprastanti mura mediante un ripido viottolo che arrivava nei pressi dei ruderi della Chiesa di Santa Caterina, che è fortemente condizionato dall’orografia del terreno.
Le sagome interne risultano irregolari e frastagliate, poiché si adattano alla conformazione naturale della roccia. La parte esterna, invece, è definita da un muro perimetrale che, sul lato interno, si articola in una serie di pareti che collegano la roccia al perimetro costruito. Questo sistema genera nove spazi chiusi distinti, ciascuno dotato di un proprio ingresso.


Tomba rupestre d’età bizantina
Sul costone orientale, quasi a strapiombo e in prossimità delle fortificazioni di Porta Messina, si trova un ipogeo funerario di probabile epoca bizantina, scavato nella roccia. Nel corso dei secoli, l’ambiente è stato più volte rimaneggiato e riadattato, fino a essere utilizzato come ricovero per animali e, successivamente, anche come piccolo palmento.
Vi si accede discendendo un ripido percorso, ricavato nella parete, caratterizzato da una combinazione di scalini e sentieri ripidi. All’interno è tutt’ora visibile, frontalmente all’entrata, la parte rialzata, ricavata nell’escavazione, dove era posto il corpo del defunto. La sua utilizzazione come sepoltura si deve certamente al periodo in cui Rometta, la greca Erymata, era una florida città-fortezza dell’Impero Romano d’Oriente, dal 535 al 965.
